Che paura chi ha paura della libertà

A questo mondo c’è ancora chi ha paura della libertà e di tutto quanto c’è di trasparente, dalle buone intenzioni alla voglia di sapere: per questo è giusto fermarsi, informare e riflettere.

Mi chiamo Marco Moscatelli e sono il presidente della Proloco di Orino, associazione senza fini di lucro che negli ultimi anni ha dato spazio a iniziative che hanno coinvolto l’intero paese, facendo diventare la sede un punto di ritrovo per la popolazione: giovani, anziani e tanti residenti hanno trovato in questo posto un pretesto per incontrarsi, discutere e divertirsi.

Orino è un paese che non offre molto: i negozi stanno scomparendo e ci sono pochi centri di aggregazione.

Da un paio d’anni ho aperto un negozio dove si possono acquistare semi per piante, tra cui anche la famigerata cannabis. Si tratta di semi da collezione, niente di più. Contestualmente ho scelto di dare una precisa impronta alla Proloco facendo diventare l’associazione un punto di riferimento per discutere della pericolosità delle droghe.

Abbiamo realizzato numerosi incontri sul tema, con proiezione di documentari e filmati, sono stati tenuti dibattiti con esperti e abbiamo attivato uno dei primi progetti in Italia che vede una Proloco come soggetto coltivatore di cannabis per usi non ricreativi.

Il contenuto di Thc, il principio attivo della pianta, è infatti estremamente basso: per questo possiamo coltivarla alla luce del sole, in maniera trasparente, controllata da tutti, in primo luogo dalle forze dell’ordine. Ma il pregiudizio è forte. È giusto avere un’opinione, anche contraria ad un progetto. Ma questa diversa opinione sarà tanto giusta quanto informata, altrimenti, appunto si chiama pregiudizio.

Da alcuni mesi sono, siamo, al centro di un attacco portato da chi crede di dover intervenire per ergersi a giudice della moralità: sono state diffuse - non so da chi, ma posso ben immaginarlo - notizie che parlano di “conflitto di interessi” per la mia attività imprenditoriale e quella legata alla Proloco. So che più d’uno si è spinto ad affermare pubblicamente che “Marco Moscatelli vende la droga”.

L’ultimo atto di questa farsa è andato in scena lo scorso 27 dicembre, con ancora i regali sotto l’albero e il panettone da mangiare, quando alla sede della Proloco di Orino hanno bussato alla porta i Carabinieri dei Nas di Milano. Non hanno trovato alcuna irregolarità, come del resto neppure la Guardia di Finanza, l’Asl, i vigili. Nulla di irregolare: solo la scocciatura di dover vedere sprecati i soldi pubblici tenendo impegnate decine di persone per controlli sulla nostra attività.

Questo per quanto riguarda i controlli.

In merito alle altre accuse, cui gli estensori prima o poi saranno chiamati a risponderne nelle sedi opportune, dico questo.

Il conflitto di interessi è inesistente, tant’è che di recente ho aperto un altro Grow shop a Varese che fattura molto più di quello di Orino: se volessi far venire clienti qui in paese, non aprirei certo un’attività a venti chilometri di distanza. In più, la Proloco svolge una funzione essenzialmente informativa e divulgativa di una materia, quella legata alle dipendenze, su cui crediamo fortemente: fare informazione su questo tema porta si interessi, ma all’intera collettività, ai nostri ragazzi, alle famiglie che quotidianamente devono fare i conti coi temi legati consolo alle dipendenza da droghe, ma anche e soprattutto da alcol e da altre sostanze di una galassia complessa e su cui si dice tutto e il contrario di tutto. Le attività del negozio, a questo proposito, sono alla luce del sole e rispondono rigorosamente alle normative vigenti.

A Orino non si vende droga. A Orino si offre informazione, si fa chiarezza sul tema delle dipendenze e del proibizionismo, si parla, e si degustano ottimi prodotti derivati dalla canapa un tempo vera ricchezza verde del nostro passato: dalle farine per fare la pizza ai tessuti alle fibre vegetali per mille usi, come le tante testimonianze dei nostri anziani ancora oggi raccontano.

A Orino si parla alla luce del sole, con esperti, medici e operatori delle forze dell’ordine di quali sono i rischi nell’affidare la propria vita all’uso di sostanze che producono dipendenza, e a quali sono i rischi dell’intera società cadendo nell’abbraccio mortale del proibizionismo.

Questo facciamo qui, ogni giorno, con fatica e orgoglio. E questo rispondiamo a chi ha paura della libertà.

Marco Moscatelli